
Di difetti, si sa, sono piena. Ma uno di quelli che mi ha causato le peggiori figure di merda è, senza dubbio, la totale, assoluta, incredibile mancanza di senso dell'orientamento. Ci provo, mi concentro, mi sforzo...niente! Solo una cosa posso dire a mia discolpa: ce l'ho nel DNA. Mia sorella e mio padre(come tutta la sua famiglia)non sarebbero capaci di trovare un incrocio a 200 metri di distanza. Alcune di queste figuracce sono rimaste nella storia. Ve ne racconto una, giusto per darvi una idea della gravità della situazione. Alcuni anni fa vado, con mia sorella, in una pizzetteria da asporto a comprare la cena. Parcheggiamo la macchina, entriamo ed usciamo col bottino. Sull'uscio ci guardiamo in faccia: dove avremo mai messo la macchina? Mmmmm
mah...proviamo a destra...non c'è...andiamo dalla parte opposta...niente...attraversiamo la strada...manco...riproviamo di là...ma nn c'è...uff...ad un certo punto, un signore comodamente seduto davanti alla pizzetteria, impietosito dalla scena, alza il dito ed indica: "la vostra macchina è lì". Eternamente grate e viola per l'imbarazzo corriamo via più veloci della luce. Il difetto dov'è, direte voi? Beh, è che noi siamo assolutamente convinti che la strada sia quella, chela macchina sia lì, che si arrivi da quella direzione, pronti a giurare sulla testa dei notri cari, pronti ad intavolare litigi di proporzioni epiche perchè "TI HO DETTO CHE SI VA DI LA'!!!". Tristemente, invece, i fatti ci danno sempre torto...Tutto questo preambolo per raccontarvi l'ultima chicca di oggi. Location: IKEA. Protagonisti: IO E GIULIO. All'entrata troviamo dei deliziosi piatti colorati, lo convinco a comprarli insieme a ciotoline e bicchiari da abbinare. Bellissimi e coloratissimi, avevano, in realtà, anche le posate uguali, ma Giulio, povero santo, mette un freno al mio entusiasmo e mi dice: "ti ricordo che hai 28 anni"." Mi guardo in giro con aria sorpresa e mi dico: "ma con chi ce l'hai?Guarda che questo completo non è mica per bambini, è chiarissimo che è per adulti (sto mentendo spudoratamente, ma tutti quei colori sono così ipnotici...)". Incalzo: "Ti prego, anche le posate..."Lui è cattivissimo e mi dice: "non mangerò mai con queste posate, mi rifiuto!". Io sbatto le ciglia, metto il musino e comincio a supplicare, ma lui è irremovibile e mi fa giustamente notare che piatti, bicchieri e ciotoline senza le posate sn un giusto compremesso. Davanti a tali argomentazioni cedo. Camminiamo per circa 15 minuti tra i reparti e poi ricomincio con la mia cantilena e lui cede: "va bene, mangerò con quelle posate, ma ad una condizione, tornerai indietro tu a prenderle.". Quest'uomo è furbo, non c'è che dire, conosce la mia proverbiale pigrizia e crede che questo funzioni da deterrente. Io, invece, ancora più furba di lui, capisco il gioco e gli dico che non c'è problema, che vado più che volentieri. Lui si ferma a prendere un caffè e io comincio a fare il percorso all'indetro. Cammino, cammino, ma poi comincio ad accorgermi che sto passando davanti ad articoli che ancora non avevamo visto, ragion per cui, mi sto perdendo. Intravedo una signora con in mano bicchieri come quelli che avevamo acquistato noi, mi faccio coraggio e lei chiedo: "mi scusi signora, credo di aver perso 1 po' l'orientamento, saprebbe dirmi dove devo posso prendere i bicchieri come i suoi?". La signora gentilmente mi dice: "Sono tra gli articoli per bambini (bambini?!x fortuna Giulio non può sentire!!!n.d.r.) e si trovano all'inizio del percorso, noi, invece, qui siamo quasi alla fine, lì ci sono le casse". Sbianco. Ma come? Sembrava così facile, bastava girare il sedere e camminare...come diavolo ho fatto a finire fin qui...ma, soprattutto, come farò a ritrovare Giulio???Il panico mi assale, so che nn sarà mai capace di ritrovare la strada, comincio a camminare, come i bambini, a casaccio. La fortuna mi assiste: eccolo, quello è il bar, Giulio è lì, lo vedo...peccato che io sono uscita alla sue spalle mentre lui mi cerca con lo sguardo nella direzione opposta, dalla quale si aspetta che io debba arrivare. Gli busso sulle spalle, si gira e mi guarda con aria interrogativa. Mi mantengo sul vago, ma già quando pronuncio le parole: devo aver sbagliato strada, lui già ha capito e non serve che io aggiunga altro. Io rido a crepapelle, lui sospira...Per fortuna il rito civile è già stato celebrato!!! 